USURA

IL FENOMENO DELL'USURA

Il delitto di usura è stato originariamente disciplinato nel 1930 dall’art. 644 del codice penale. Successivamente la legge del 7 marzo 1996 n.108 ha sostituito l’art 644 del codice penale, introducendo e disciplinando in maniera più organica la materia dell’usura. La sua entrata in vigore ha apportato notevoli modifiche alla normativa antecedente, affiancando ai parametri puramente soggettivi, previsti dalla vecchia formulazione, nuovi parametri c.d. “oggettivi” di determinazione del tasso di usura definendo chiaramente che “la Legge stabilisce il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari”. Questo tasso limite è chiamato tasso soglia, ed è pubblicato trimestralmente da Ministero del Tesoro per ogni categoria di finanziamento. Il corrispettivo versato dal cliente si definisce usuraio, quando il tasso effettivo applicato dalla banca o dall’intermediario finanziario risulta superiore al tasso soglia di riferimento.

L’art. 1, comma 1, L. 108/96 dispone inoltre: “Per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, di remunerazione a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito…”. In presenza di usura, l’art.1815, comma 2 del codice civile, stabilisce che “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. La legge sull'usura (legge 108/1996), ha introdotto un limite ai tassi di interesse sulle operazioni di finanziamento oltre il quale gli stessi sono considerati usurari. Inoltre ai fini della valutazione della usurarietà dei tassi, si deve fare riferimento al “momento in cui gli interessi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del pagamento” (legge 24/2001).

In tal senso la Cassazione civile , sez. I, sentenza 09.01.2013 n° 350. “Ai fini dell'applicazione dell'art. 644 c.p., e dell'art. 1815 c.c., comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (Corte cost. 25 febbraio 2002 n. 29: "il riferimento, contenuto nel D.L. n. 394 del 2000, art. 1, comma 1, agli interessi a qualunque titolo convenuti rende plausibile - senza necessità di specifica motivazione - l'assunto, del resto fatto proprio anche dal giudice di legittimità, secondo cui il tasso soglia riguarderebbe anche gli interessi moratori"; Cass., n. 5324/2003).”

L’Usura Bancaria è un fenomeno che può trovare applicazione in tutte le ipotesi di finanziamento, nei mutui, nei leasing, negli affidamenti bancari, negli anticipi, nei contratti salvo buon fine, ecc… Di conseguenza, contrastare l’usura può, oltre a rappresentare una potenziale fonte di guadagno, agevolare quelle imprese e/o privati che devono trattare con la banca in situazioni critiche o accedere a servizi bancari a condizioni migliori, in particolar modo quando si è colpiti da una perentoria richiesta di rientro sul fido oppure da un Decreto Ingiuntivo.

FONDO DI SOLIDARIETÀ PER LE VITTIME DELL'USURA

Per contrastare il fenomeno dell'usura, la legge 108/1996 ha istituito il Fondo di solidarietà per le vittime dell'usura (art. 14) e il Fondo di prevenzione del fenomeno dell'usura (art. 15). Il Fondo di solidarietà è stato istituito presso l'ufficio del Commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura del Ministero dell'Interno. Il Fondo eroga mutui senza interessi di durata non superiore a cinque anni a favore di soggetti che esercitano attività imprenditoriale, commerciale, professionale, artigianale o comunque economica, i quali dichiarino di essere vittime di usura e risultino parti offese nel procedimento penale. Due gli obiettivi: sostenere finanziariamente le vittime dell'usura e incentivarle a collaborare con la magistratura denunciando l'usuraio. La Banca d'Italia partecipa ai nuclei di valutazione presso le Prefetture per accertare l'ammontare del danno subito dai soggetti che richiedono i mutui al Fondo di solidarietà.

ANATOCISMO

Il fenomeno dell’ANATOCISMO BANCARIO

E' quella pratica in virtù della quale gli interessi vengono sommati al capitale prestato, che dunque aumenta costituendo la base per il conteggio di nuovi interessi. In altre parole, l’anatocismo può essere definito come l’applicazione degli interessi sugli interessi. Fino al 1999 gli interessi a debito su un conto corrente venivano addebitati trimestralmente, mentre quelli a credito addebitati annualmente, cioè al 31/12 di ogni anno. Ciò significa che nella successiva chiusura trimestrale, i nuovi interessi sono stati calcolati non solo sul capitale prestato ma anche sugli interessi precedentemente contabilizzati.

L’art. 1283 del nostro Codice Civile prevede che “gli interessi scaduti, in assenza di usi contrari, possono produrre a loro volta interessi solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, sempre che si tratti di interessi dovuti da almeno sei mesi.” In sostanza la norma vieta la capitalizzazione composta degli interessi, ovvero il pagamento di interessi su interessi relativi a periodi precedenti.

Nonostante ciò, però, le Banche hanno utilizzato, nei contratti di apertura di conto corrente, le clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi. E non è difficile immaginare come, grazie a questa pratica, il debito dei correntisti nei confronti degli istituti bancari sia aumentato vertiginosamente. In effetti la capitalizzazione degli interessi è uno dei principali strumenti utilizzati per la consumazione del reato di usura. Risultato finale : il cliente ha per decenni pagato un interesse di gran lunga maggiore rispetto a quello effettivamente dovuto.

Il recupero dell’Anatocismo Bancario può riguardare i conti corrente ancora accesi ma anche quelli già chiusi, purché non siano ancora trascorsi dieci anni dalla data della chiusura. Se il conto corrente è stato chiuso da dieci anni o oltre, il diritto alla ripetizione dell’indebito si è prescritto, dunque nulla potrà essere richiesto alla Banca a titolo di rimborso per gli interessi anatocistici.