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PREANALISI INIZIALE GRATUITA: BRT Consulting visiona il rapporto bancario e finanziario ed in base alle normative vigenti in tema di usura ed anatocismo evidenzia le irregolarità contrattuali, indicando le somme da recuperare, indebitamente pagate alla Banca o agli investitori privati.

La preanalisi può riguardare anche le cartelle esattoriali notificate da parte di Equitalia Spa al fine di verificare eventuali profili di illegittimità nel contenuto e nei calcoli effettuati per la liquidazione delle imposte tali da richiedere la riduzione delle somme richieste o l’annullamento della cartella stessa.

PERIZIA ECONOMETRICA ASSEVERATA: BRT Consulting fornisce, attraverso professionisti specializzati, un elaborato tecnico contabile, redatto in modo chiaro che permette di intraprendere subito una trattativa con l’istituto di credito ed eventualmente adire alle vie legali citando sempre tutta la giurisprudenza e l’inquadramento normativo in tema di usura ed anatocismo bancario, in modo da dare al giudice una visione chiara, immediata e completa della situazione.

Nella perizia sono evidenziate le irregolarità contrattuali, gli importi non dovuti all’istutito di credito e/o le somme da recuperare accompagnate da una relazione completa di spiegazione e motivazione di tutti i calcoli eseguiti.

ASSISTENZA LEGALE E PERITALE: BRT Consulting si avvale di legali con specifiche competenze in materia bancaria e finanziaria certificate. Gli elaborati da noi redatti sono sempre assistiti da un consulente tecnico che, insieme al legale, concorda la strategia da intraprendere per ottenere il miglior risultato sia in fase stragiudiziale che in fase giudiziale.

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Il mutuo bancario è una forma di prestito diffusa concessa dalle banche e tra i più diffusi rientra il mutuo fondiario. Solitamente questa forma di prestito è sbilanciata a favore delle banche, che ne stabiliscono le condizioni economiche e contrattuali. Si distinguono poi altre tipologie di contratto in base allo scopo del loro utilizzo, quali il mutuo edilizio, chirografario, per ristrutturazione e per liquidità.

In tutti i casi è molto importante stabilire se i tassi che la banca ha applicato al mutuo superano il tasso soglia dell’usura previsto dalla legge. La legge anti-usura, infatti (n. 108/1996) vieta espressamente il superamento del limite rilevato trimestralmente dal Ministero dell’Economia e dalla Banca d’Italia e ultimamente la Corte di Cassazione (sent. n. 305/2013)  ha ribadito l’importante principio secondo il quale, nel calcolo ai fini della legge sull’usura, devono essere prese in considerazione tutte le spese e le voci di costo relative all’erogazione di una somma di denaro in prestito, compresi gli interessi di mora.

Quindi se la banca ha applicato al mutuo dei tassi d’interesse usurari, si può chiedere la restituzione degli interessi già versati e corrispondere per il futuro la sola quota capitale. Infatti, l’art. 1815, secondo comma c.c. prevede che: “Se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”.

Requisito necessario per poter procedere ad una verifica è che il mutuo non sia estinto da oltre 10 anni.

L’art. 1, comma 3, L.108/96 così recita: “… per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito.” 

Come per i mutui anche, forse sopratutto, i conti correnti possono essere soggetti ad usura. Molti casi di usura bancaria verificati su scoperti di conto corrente sono spesso originati dal fatto che pochi controllano attentamente e con periodicità le condizioni contrattuali del proprio c/c;  la maggior parte dei conti correnti, ordinari, salvo buon fine e anticipi fatture,  presenta infatti anomalie finanziarie e contrattuali che costituiscono un danno reale per il correntista e le sue attività, siano esse private che imprenditoriali. Sono coinvolte tutte le aperture di credito utilizzate con scoperto di conto (quindi tutti i conti in rosso affidati o no), ma con una accurata analisi è possibile evidenziare tali anomalie. L’analisi specifica dei conti correnti può aiutare a trattare preventivamente con la Banca in situazioni critiche, facilitare una transazione o accedere a servizi bancari a condizioni migliori, garantendo una forza contrattuale nei confronti della Banca. 

Il recupero degli interessi, commissioni e spese può riguardare i conti correnti ancora accesi ma anche quelli già chiusi, purché non siano ancora trascorsi dieci anni dalla data della chiusura.

Puoi controllare se sei a rischio usura non solo per un conto corrente, un affidamento o per il mutuo, ma anche per qualsiasi altro tipo di finanziamento.

Le principali forme di finanziamento sono:

Il prestito personale, un prodotto di credito al consumo che prevede il finanziamento di una somma prefissata ad un tasso di interesse fisso e rimborsabile secondo un piano di ammortamento a rate costanti. Rientra nella categoria delle operazioni di finanziamento non direttamente collegate all’acquisto di uno specifico bene o servizio. Solitamente i prestiti personali hanno tassi soglia usura molto alti, ma ciò non vuol dire che non siano usurati...tutt'altro! 

La cessione del quinto dello stipendio o della pensioneuna forma di finanziamento che viene rimborsato a rate. Può essere ottenuto da lavoratori dipendenti, pubblici e privati, sia a tempo indeterminato che determinato, dai lavoratori atipici (a progetto) e dai pensionati. Viene rimborsato attraverso il pagamento di rate mensili a tasso fisso. A differenza di altre forme di prestito, le rate vengono trattenute direttamente dalla busta paga o dal cedolino pensione nella misura massima di un quinto dello stipendio/pensione, fino ad esaurimento del debito.

Poiché il suo fondamento è l'esistenza di uno stipendio o pensione da cui detrarre una frazione, essa è obbligatoriamente accompagnata da un'assicurazione contro il rischio di morte o di perdita del lavoro e quindi, oltre alle rate, chi richiede una cessione del quinto deve pagare il premio relativo a tale polizza assicurativa, spesso molto elevato.

Il prestito finalizzato o rateale si ottiene presso i punti vendita di beni (e/o servizi) ed è strettamente legato all'acquisto che si sta effettuando. In questo caso non si ottiene una somma di denaro dalla banca o dalla finanziaria ma, invece di pagare tutto in contanti al momento dell'acquisto, si paga a rate il prezzo di quello che si vuole acquistare. Si chiama “finalizzato” perché nel contratto è obbligatorio specificare il motivo del prestito, il “fine” della spesa sostenuta.

 

Il mancato pagamento o il ritardo nel pagare una rata, può farci finire nella Centrale dei Rischi, ovvero una sorta di “lista nera” in cui compaiono i cattivi pagatori che le banche e gli istituti finanziari possono consultare per verificare l’affidabilità creditizia di un cliente e, di conseguenza, decidere se concedergli o meno un prestito.

Si tratta di due “opzioni” molto diffuse e valutate dalle aziende che vogliono ottimizzare l’impiego delle proprie risorse finanziarie.

Con il Leasing ci troviamo di fronte a un particolare “mezzo di utilizzo” che permette di utilizzare beni dietro il pagamento di un canone periodico. Il leasing prevede la presenza di un “intermediario finanziario”, ad esempio un istituto finanziario o una banca, che regola il versamento periodico del canone grazie al quale si può usufruire di un bene.  Tali beni sono rappresentati da mezzi necessari alla propria attività professionali che l’impresa non ha, così, l’obbligo di acquistare. Parliamo, nello specifico, di mezzi di trasporto, di immobili, di beni strumentali per l’attività produttiva (macchinari).

Il Factoring consiste nel delegare a una figura esterna all’azienda la gestione del portafoglio crediti di un’impresa soprattutto in casi di particolare difficoltà nell’eseguire la fondamentale corretta gestione dello stesso. Specifichiamo anche l’esistenza della legge 52 del 1991 che e dell’articolo 1260 del Codice Civile disciplinano proprio l’attività del “factor”, ossia Società di intermediazione Finanziaria e professionisti che si occupano, nello specifico, di gestione del credito e delle finanze per conto terzi.

Nella comparazione tra Leasing e Factoring, quindi, emerge come il primo tra i due rientri nel novero dei finanziamenti che l’impresa deve affrontare con il pagamento di un canone.

Sotto la lente anche i crediti revolving che presentano Teg (tassi interesse globali) in crescita. 

Rappresenta lo strumento di pagamento emesso da una banca o istituto finanziario che consente di rateizzare il pagamento della merce acquistata. La rateizzazione comporta un costo aggiuntivo per l'acquirente dovuto per la corresponsione degli interessi sul finanziamento, entro un importo massimo detto fido. Quando il saldo del conto corrente in negativo supera l'importo del fido, il cliente deve pagare anche una commissione di massimo scoperto.

 

La Cass. Civ. Sentenza 21 marzo 2012, n. 4516  stabilisce che:

“L’omessa indicazione delle modalità di calcolo degli interessi rende nulla la cartella esattoriale quando l’operato dell’ufficio diviene ricostruibile solo attraverso difficili indagini dovute alla vetustà della questione, che non competono al contribuente, il quale vede, così, violato il suo diritto di difesa.”

A chi obietta che il reato di usura sarebbe limitato ai prestiti di denaro e che pertanto i responsabili di Equitalia non lo potrebbero commettere si risponde:
Equitalia ai sensi dell’art.17 del D.L.112/1999, impone ai cittadini e alle imprese morose, di pagare, oltre alle somme non versate, alle sanzioni e agli interessi di mora, ANCHE DEI COMPENSI, per lo svolgimento della sua attività che sono decisamente sproporzionati rispetto al servizio svolto, visto l’addebito al cittadino di un aggio pari al 9%, oltre al rimborso delle spese di notifica.

Non è poi trasparente il meccanismo con cui Equitalia addebita interessi e sanzioni che sembrerebbero calcolati applicando l’anatocismo. Ovviamente l’anatocismo fa lievitare il tasso che non è più quello nominale indicato bensì altro ben più elevato e nel 90% dei casi superiore al tasso soglia.
Del resto, quando Equitalia rateizza, è come se prestasse denaro, pertanto oltre all’aggio, agli interessi di mora, alle sanzioni, agli interessi sugli interessi (anatocismo), ai compensi di riscossione, genera un costo del denaro spaventosamente alto che il cittadino, già in difficoltà, deve pagare spesso arrivando a corrispondere somme tre volte superiori al tributo dovuto.

Inoltre, la cartella esattoriale per essere considerata valida deve essere notificata correttamente. A stabilirlo è la Corte di Cassazione con la Sentenza n. 6137/1983.

A volte capita che le cartelle siano viziate, in particolare, risulta illeggibile il timbro postale riportante sia la data di arrivo che di spedizione. In questo caso, al contribuente conviene non soltanto non pagare la cartella ma neanche fare ricorso. Infatti, in caso di ricorso, il contribuente non potrebbe dfendersi dall'eccezione di mancato rispetto dei termini. Il contribuente potrà poi fare un'opposizione all'esecuzione, eccependo il difetto di notifica della cartella, qualora Equitalia proceda avanti negli atti esecutivi o cautelari (es. pignoramento o ipoteca/fermo).

Per aggiunta, la Corte di cassazione, con la recente Sentenza n. 2625 dell’11 febbraio 2015, ha accolto il ricorso di un cittadino che contestava il contenuto del plico ricevuto da Equitalia. La sezione tributaria ha spiegato che «nel caso di notifica della cartella di pagamento mediante l’invio diretto di una busta chiusa raccomandata postale, è onere del mittente il plico raccomandato fornire la dimostrazione del suo esatto contenuto, allorché risulti solo la cartolina di ricevimento e il destinatario contesti il contenuto della busta medesima, principio che non soffre eccezioni in ragione di qualità soggettive del mittente, tenuto anzi al rispetto dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede col contribuente».